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Polveri sottili in casa: come capire quante ne abbiamo e cosa fare
L’inquinamento atmosferico non è solo un problema esterno: anche l’aria che respiriamo tra le mura domestiche può essere contaminata da sostanze nocive, tra cui le polveri sottili (PM10 e PM2.5).
Invisibili e pericolose, queste particelle riescono a penetrare in profondità nei polmoni e compromettere la salute, soprattutto di bambini, anziani e persone fragili. In questo articolo vediamo come e perché l’aria in casa è inquinata, da dove arrivano le polveri sottili e quali soluzioni offre VMC Italia per contrastarle in modo efficace e duraturo.
Cosa sono le polveri sottili e perché le abbiamo in casa
Le polveri sottili sono particelle microscopiche sospese nell’aria. Si classificano principalmente in due categorie:
- PM10: particelle con diametro inferiore a 10 micron.
- PM2.5: particelle ancora più piccole, con diametro inferiore a 2,5 micron, e quindi più pericolose per la salute.
In casa, le polveri sottili possono arrivare sia da fonti esterne (traffico, riscaldamento urbano, attività industriali) ma anche essere generate internamente, ad esempio da:
- Forni, caminetti o stufe a legna
- Cottura dei cibi
- Fumo di sigaretta
- Uso di candele o incensi
- Prodotti per la pulizia e cosmetici spray
Secondo il Rapporto ISPRA 2022, oltre il 60% delle emissioni di PM10 in Italia proviene dal riscaldamento domestico, soprattutto da combustibili solidi come pellet e legna. I trasporti contribuiscono invece per il 15%.
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Le abitazioni situate in aree urbane, come ad esempio Milano, sono esposte quotidianamente a un livello di polveri sottili che supera spesso i limiti raccomandati dall’OMS, con conseguenze importanti sulla salute e sulla qualità della vita. Oggi misurare le polveri sottili in casa e controllare la qualità dell’aria che respiriamo non è più un’opzione.